Nel 2026 il tema affitti torna al centro, tra rincari e nuove misure. C’è però un bonus che potrebbe alleggerire il peso delle spese.
Il mercato degli affitti continua a mettere alla prova famiglie e lavoratori. I canoni aumentano, la disponibilità di alloggi diminuisce e trasferirsi per lavoro è sempre più costoso. Il 2026 si apre con uno scenario complesso, in cui cambiare città per un’opportunità professionale può trasformarsi in un vero salasso economico.
Tra rincari e difficoltà abitative, spunta infatti un bonus che promette di alleggerire il peso dell’affitto per una platea ben precisa di lavoratori. Non è il classico contributo legato all’ISEE, né un aiuto generalizzato: si tratta di un sostegno mirato, pensato per accompagnare chi è costretto a spostarsi per costruire il proprio futuro professionale.
Cos’è il Bonus Affitto 2026 e chi lo può ottenere
Il Bonus Affitto 2026 nasce all’interno del quadro normativo della Legge di Bilancio e introduce un contributo che può arrivare fino a 5.000 euro all’anno. La cifra, esente da tassazione, può essere riconosciuta per un massimo di due anni consecutivi, rendendo l’agevolazione particolarmente interessante per chi affronta un trasferimento impegnativo. La vera novità sta nel meccanismo: il bonus non viene erogato direttamente allo Stato al cittadino, ma passa attraverso il datore di lavoro. È un incentivo pensato per favorire la mobilità lavorativa, riducendo l’impatto delle spese abitative nei primi anni di una nuova assunzione.
Il bonus non è universale e prevede requisiti precisi. Possono beneficiarne i lavoratori dipendenti assunti nel corso del 2025, che abbiano cambiato residenza per motivi professionali. Il trasferimento deve avvenire verso un comune distante almeno 100 chilometri da quello di provenienza, un dettaglio che evidenzia la volontà di sostenere spostamenti reali e non simbolici. Un altro elemento chiave riguarda il reddito: il beneficio è riservato a chi, nell’anno precedente all’assunzione, non ha superato i 35.000 euro di reddito individuale. Non è richiesto l’ISEE familiare, una scelta che semplifica l’accesso e restringe il campo su base personale.

Cos’è il Bonus Affitto 2026 e chi lo può ottenere – officinamagazine.it
Il contributo può essere utilizzato per coprire il canone di locazione dell’abitazione principale, ma anche alcune spese legate alla manutenzione dell’immobile. In questo modo il bonus non si limita all’affitto “nudo”, ma tiene conto dei costi reali che un inquilino affronta quando si stabilisce in una nuova città. Per accedere al bonus è fondamentale presentare una documentazione completa: contratto di lavoro, contratto di affitto, certificato di cambio di residenza e dichiarazione dei redditi. Poiché l’erogazione passa dal datore di lavoro, è essenziale confrontarsi con l’azienda e verificare la disponibilità ad attivare il rimborso.
CAF e patronati possono offrire supporto nella verifica dei requisiti e nella gestione della pratica. In un periodo di forti rincari, questo bonus rappresenta una boccata d’ossigeno per chi è costretto a spostarsi. Una misura selettiva, certo, ma capace di fare la differenza nel momento più delicato di un nuovo inizio.
Stangata sugli affitti, ma c’è una sorpresa: il Bonus 2026 sale fino a 5000 euro - officinamagazine.it






