L’uso della calamita nelle stufe a pellet ha uno scopo ben preciso che è importante conoscere, in quanto garantisce efficienza e risparmio.
Le stufe a pellet continuano a essere una scelta privilegiata per il riscaldamento domestico grazie alla loro efficienza energetica e al basso impatto ambientale, supportate anche da innovazioni nella manutenzione che ne allungano la durata. Tra queste, una soluzione semplice ma efficace è l’impiego strategico della calamita integrata nel sistema, in grado di proteggere i componenti meccanici dall’usura precoce e di prolungare la vita utile dell’apparecchio.
Una stufa a pellet utilizza come combustibile dei piccoli cilindri di legno compresso, ottenuti prevalentemente dagli scarti di lavorazione del legno, rendendo questo sistema quasi neutro dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica. Il pellet viene automaticamente trasportato dalla coclea al braciere dove, grazie a una resistenza elettrica incandescente, si avvia la combustione controllata. Il calore prodotto viene diffuso nell’ambiente attraverso ventilatori, con la possibilità di canalizzarlo in più stanze in modelli avanzati.
Dal punto di vista economico, benché l’investimento iniziale sia superiore rispetto ad altri metodi tradizionali, i costi di gestione risultano sensibilmente inferiori, con risparmi fino al 47% rispetto al riscaldamento elettrico. Le stufe moderne offrono inoltre programmi di gestione automatica della temperatura e un’autonomia fino a 72 ore, garantendo comfort e praticità.
La calamita: un alleato prezioso per la manutenzione
Nel cuore della stufa a pellet è presente una calamita di sicurezza, spesso sottovalutata, ma essenziale per proteggere la coclea e la camera di combustione. Durante la produzione e il trasporto del pellet, infatti, possono accidentalmente mescolarsi piccole particelle metalliche come chiodi, viti o polvere ferrosa. Questi detriti rischiano di danneggiare gravemente le parti meccaniche in movimento.

Perché sempre più tecnici usano una calamita sulla stufa a pellet-officinamagazine.it
La calamita cattura questi frammenti metallici, evitando che raggiungano le componenti sensibili, ma nel tempo la sua superficie si satura di residui, diminuendo la capacità di trattenere nuove impurità. Per questo è fondamentale eseguire una pulizia regolare, consigliata almeno ogni 30-40 kg di pellet consumati o ogni volta che si ricarica il serbatoio.
Come effettuare la manutenzione della calamita
La pulizia è semplice e veloce:
– Spegnere la stufa e lasciarla raffreddare;
– Rimuovere con cura la calamita dalla sua sede, solitamente vicino al serbatoio;
– Asportare i residui metallici con un panno asciutto o una spazzola morbida;
– Controllare l’integrità del magnete;
– Riposizionare la calamita correttamente.
Questa operazione preserva la funzionalità della coclea e previene guasti costosi, prolungando potenzialmente la vita della stufa fino al doppio rispetto a una manutenzione trascurata.
Manutenzione completa e qualità del pellet per un rendimento ottimale
Oltre alla cura della calamita, una corretta manutenzione prevede:
– Pulizia quotidiana del cassetto cenere;
– Pulizia settimanale del vetro e controllo delle guarnizioni;
– Ispezioni stagionali approfondite di camera di combustione, condotti fumari e sistema di ventilazione;
– Utilizzo di pellet certificati EN Plus A1, con umidità inferiore al 10% e residuo di cenere sotto lo 0,7%.
Inoltre, un controllo tecnico annuale da parte di un professionista è raccomandato per verificare l’efficienza e la sicurezza dell’apparecchio.
Le stufe a pellet moderne, integrate con la manutenzione della calamita e con un corretto uso del combustibile, rappresentano oggi un sistema di riscaldamento affidabile, ecologico ed economico, perfetto per le abitazioni contemporanee che cercano comfort e sostenibilità.
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