Economia

Pensione: il trucco (legale) per lasciare il lavoro anni prima. Non te lo dicono, ma esiste davvero

Chi può andare in pensione a 57 anniPensione: il trucco (legale) per lasciare il lavoro anni prima. Non te lo dicono, ma esiste davvero -officinamagazine.it

Esistono strumenti legali che permettono di anticipare l’uscita dal lavoro fino a quasi quattro anni prima del raggiungimento dell’età pensionabile ufficiale.

Tra gli strumenti più noti vi è la Naspi, l’indennità di disoccupazione che, a determinate condizioni, può durare fino a 24 mesi. Per accedervi è necessario aver maturato almeno quattro anni di lavoro consecutivi, anche con datori di lavoro differenti.

La Naspi garantisce inizialmente il 75% della retribuzione media mensile utile ai fini previdenziali, con una riduzione progressiva del 3% ogni mese successivo ai primi sei.

Pensione: il trucco (legale) per lasciare il lavoro anni prima. Non te lo dicono, ma esiste davvero

Questo strumento consente a chi si trova a circa due anni dall’età pensionabile – che attualmente è fissata a 67 anni per la pensione di vecchiaia – di lasciare il lavoro anticipatamente, purché al termine si raggiungano almeno 20 anni di contributi. La contribuzione figurativa riconosciuta durante il periodo di Naspi è valida sia per il diritto sia per la misura della pensione, rendendo così questa indennità uno strumento prezioso per un’uscita anticipata.

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Un’altra opportunità è rappresentata dal congedo straordinario biennale, dedicato a chi assiste un familiare con disabilità grave, secondo la legge 104. Durante questo congedo, che può durare fino a due anni, il lavoratore percepisce l’intera retribuzione e beneficia della copertura contributiva figurativa.

Questo permette di anticipare di due anni l’uscita dal lavoro mantenendo intatti i diritti pensionistici. Il requisito fondamentale per accedere a questa misura è la convivenza con il familiare disabile, sebbene esistano deroghe, ad esempio per i figli disabili, che consentono l’accesso anche senza convivenza.

L’Anticipo Pensionistico Sociale (Ape sociale) rappresenta la terza via per anticipare il pensionamento, offrendo un’uscita fino a 3 anni e 7 mesi prima dell’età pensionabile ordinaria. Questa misura si rivolge a categorie specifiche di lavoratori a partire dai 63 anni e 5 mesi di età e con requisiti contributivi variabili:

  • Caregiver conviventi da almeno sei mesi con familiari disabili gravi, con almeno 30 anni di contributi;
  • Disoccupati che abbiano esaurito integralmente la Naspi, con almeno 30 anni di contributi;
  • Invalidi civili con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%, con almeno 30 anni di contributi;
  • Lavoratori impiegati in mansioni gravose, con almeno 36 anni di contributi.

L’Ape sociale eroga un importo equivalente alla pensione maturata al momento dell’uscita anticipata, con un tetto massimo di 1.500 euro mensili. Questo assegno non è soggetto a rivalutazione e non può essere cumulato con redditi da lavoro, garantendo però una fonte di reddito stabile durante il periodo che precede la pensione ufficiale.

Questi strumenti rappresentano strumenti di grande utilità per chi desidera o necessita di lasciare il lavoro prima del previsto, garantendo una continuità economica e contributiva che tutela il futuro pensionistico. Resta fondamentale una valutazione accurata e personalizzata, poiché ogni strumento prevede requisiti specifici e condizioni ben definite.

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