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Pellet fatto in casa e risparmio garantito: la guida che sta facendo impazzire chi ha una stufa

PelletPellet fatto in casa e risparmio garantito: la guida che sta facendo impazzire chi ha una stufa - officinamagazine.it

Sempre più persone producono pellet in casa: ecco come farlo in modo sicuro e con quale tipo di legno.

Negli ultimi anni, complice il prezzo del gas e il successo delle stufe alternative, il pellet è diventato una delle soluzioni più scelte per riscaldare casa. Economico, versatile, spesso più accessibile dei tradizionali combustibili fossili, viene venduto ormai ovunque — ma con costi e qualità che variano sensibilmente. Quello che non tutti sanno è che il pellet può anche essere prodotto in casa, con un processo che, se fatto bene, consente un buon risparmio. Ma serve attenzione: non tutti i legni vanno bene, e usare materiali sbagliati può diventare pericoloso.

Il legno da evitare e i rischi del fai da te: quando il pellet può essere tossico

Non basta triturare un po’ di segatura e compattarla per ottenere un pellet adatto alla combustione. Chi prova a farlo in autonomia deve sapere esattamente cosa inserisce nella stufa, perché il rischio di generare fumi tossici è molto più frequente di quanto si pensi. Gli esperti consigliano di evitare categoricamente tutto ciò che proviene da mobili verniciati, truciolati, legni incollati o trattati, perché durante la combustione potrebbero rilasciare sostanze nocive, come formaldeide, resine o solventi.

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Il legno da evitare e i rischi del fai da te: quando il pellet può essere tossico – officinamagazine.it

Il legno da usare deve essere naturale, non trattato, e raccolto possibilmente in zone agricole o boschive non contaminate. L’ideale, per chi vuole cimentarsi, è utilizzare legno tenero, come abete o pino, che si compatta senza l’aggiunta di leganti. Se invece si utilizzano legni duri, come betulla o faggio, sarà necessario aggiungere un collante naturale per rendere il materiale pressabile.

Non è solo una questione ecologica, ma anche di sicurezza e manutenzione: un pellet mal realizzato può mandare in crisi la stufa, provocando inceppamenti e persino rotture. Per questo il primo passo fondamentale è dotarsi degli strumenti giusti, in particolare un biotrituratore che sia in grado di ridurre correttamente i materiali in frammenti molto piccoli. Pezzi troppo grandi compromettono tutto il processo, fino a bloccare l’impianto di riscaldamento.

Triturazione, essiccazione e pellettizzazione: il processo per creare pellet in casa

Una volta scelto e raccolto il legno giusto, il primo passaggio tecnico da affrontare è la triturazione. Serve un biotrituratore di buona qualità, perché se la lavorazione è troppo grossolana, il pellet non sarà omogeneo, rischiando di danneggiare la stufa o compromettere l’efficienza della combustione. Subito dopo si passa a una fase altrettanto delicata: l’essiccazione. Per funzionare bene, il pellet deve contenere non più del 10% di umidità, un dato che può essere verificato con un igrometro, strumento ormai acquistabile anche online a basso costo.

Se il legno è troppo umido, non brucia come dovrebbe, produce più fumo, meno calore e più residui. In questi casi, è fondamentale lasciare asciugare il materiale per diversi giorni all’aria aperta, oppure mescolarlo con segatura secca per riequilibrare il contenuto d’acqua. Questo passaggio è spesso trascurato dai principianti, ma è uno dei più importanti.

Una volta che la miscela ha raggiunto il livello di umidità ideale, si passa alla pellettizzazione vera e propria, attraverso un’apposita macchina che compatta e taglia il materiale in cilindri di circa 2 centimetri. È questo il momento in cui il pellet prende davvero forma. Va poi conservato in un ambiente asciutto, al riparo da umidità e sbalzi di temperatura, per evitare che si deteriori prima dell’uso.

In termini economici, chi riesce a organizzare bene il processo può risparmiare sul lungo periodo, soprattutto se ha accesso a scarti di legno gratuito o vive in aree rurali. Ma l’aspetto più importante resta la sicurezza: produrre pellet in casa si può, ma serve conoscenza dei materiali, strumenti adeguati e soprattutto il rispetto di buone pratiche ambientali.

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