Economia

Oltre 2.100 euro in più nel 2026: il dettaglio sull’Isee che pochi conoscono e che cambia tutto

Questa misura, introdotta dal decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 e ulteriormente dettagliata dal decreto ministeriale del 16 ottobre 2024La Prestazione Universale: a chi è destinata e come funziona(www.officinamagazine.it)

Con l’entrata in vigore della Prestazione Universale nel 2025, si apre un nuovo capitolo nel sostegno alle persone non autosufficienti.

Questa misura, introdotta dal decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 e ulteriormente dettagliata dal decreto ministeriale del 16 ottobre 2024, rappresenta un importante passo avanti nella riforma della non autosufficienza, con significative implicazioni anche sul calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).

La Prestazione Universale è stata pensata per supportare specificamente gli anziani con disabilità gravissime che necessitano di assistenza continua 24 ore su 24, spesso anche da più operatori contemporaneamente. Il legislatore intende così promuovere un rafforzamento delle prestazioni assistenziali a domicilio, favorendo l’autonomia personale delle persone anziane non autosufficienti.

Si tratta di una misura sperimentale, con una dotazione finanziaria di 250 milioni di euro per il 2025 e altrettanti per il 2026. La prestazione si compone di due parti distinte:

  • Indennità di accompagnamento, una quota fissa già prevista per gli invalidi civili, erogata a prescindere dal reddito e senza obblighi di rendicontazione.
  • Assegno di assistenza, una quota integrativa fino a 850 euro mensili, destinata a coprire i costi del lavoro di cura e assistenza fornito da lavoratori domestici con contratti regolari o da imprese e professionisti qualificati nel settore.

La particolarità di quest’ultima componente è l’obbligo di rendicontazione da parte del beneficiario, che deve dimostrare l’effettivo utilizzo delle somme per servizi di assistenza domiciliare.

Requisiti economici, sanitari e sociali per accedere alla Prestazione Universale

Per poter beneficiare della Prestazione Universale, il richiedente deve rispettare una serie di criteri rigorosi. Innanzitutto, l’età minima richiesta è di 80 anni. L’ISEE socio-sanitario deve essere inferiore a 6.000 euro, parametro che considera anche il nucleo familiare convivente, come coniuge e figli.

Dal punto di vista sanitario, è necessario essere titolari o avere i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento secondo la legge 18/1980 e rientrare nelle condizioni di “disabilità gravissima” secondo il decreto interministeriale del 26 settembre 2016. Questo significa che la persona vive una condizione di assistenza continua indispensabile, la cui interruzione può provocare gravi conseguenze o addirittura il rischio di vita.

Il Centro Medico Legale dell’INPS valuta la documentazione sanitaria presentata, richiedendo eventuali integrazioni in caso di informazioni insufficienti. L’accertamento include anche la verifica della condizione sociale, cioè il livello di bisogno assistenziale gravissimo, che si misura attraverso un punteggio basato su fattori quali la presenza di altri anziani o disabili nel nucleo familiare, l’esistenza di servizi di assistenza domiciliare attivi, contributi regionali o ricoveri semi-residenziali.

Questa componente sociale viene autocertificata dal richiedente, ma con la consapevolezza che dichiarazioni mendaci possono comportare conseguenze penali.

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Modalità di presentazione della domanda e tempistiche – Officinamagazine.it

La domanda per accedere alla Prestazione Universale deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale INPS o con l’assistenza di un patronato. Il richiedente deve autenticarsi con identità digitale (SPID di livello 2 o superiore, Carta d’Identità Elettronica 3.0, CNS o eIDAS) e seguire il percorso specifico nel portale “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.

Il periodo di presentazione va dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, in linea con la sperimentazione prevista dalla normativa. In caso di esito positivo, la prestazione viene erogata dal mese di presentazione fino al termine del periodo sperimentale, sempre che permangano i requisiti.

L’INPS invia al richiedente un verbale contenente l’esito della valutazione sanitaria e sociale, insieme a una lettera di accompagnamento che indica il riconoscimento o meno del livello di bisogno gravissimo e la conseguente accoglienza o rigetto della domanda. Nel provvedimento di liquidazione vengono chiaramente specificate le due quote della prestazione, con i relativi importi e date di decorrenza.

Questa doppia erogazione, distinta tra quota fissa e quota integrativa, riflette la complessità e la novità della misura, che mira a integrare e sostituire l’indennità di accompagnamento tradizionale con un supporto più mirato e controllato.

La riforma della non autosufficienza e la relativa introduzione della Prestazione Universale rappresentano un cambio di paradigma importante nel sistema di welfare italiano, con un’attenzione crescente alle esigenze di cura domiciliare e all’autonomia delle persone più fragili. La nuova normativa, seppur sperimentale, offre alle famiglie un sostegno economico significativo, che supera i 2.100 euro complessivi annui, contribuendo a migliorare la qualità della vita degli anziani con disabilità gravissime.

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