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Nuovo Bonus da 5.300 euro: chi rispetta i requisiti può chiederlo subito

Le novità emergono dalle bozze dei Modelli dichiarativi 2026 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, che delineano un sistema di agevolazioni fiscaleLe novità fiscali per la previdenza complementare nella Legge di Bilancio 2026(www.officinamagazine.it)

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, si segnala una novità per i lavoratori aderenti alla previdenza complementare.

La nuova normativa ha infatti incrementato il limite di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione, portandolo a 5.300 euro annui. Questa misura amplia lo spazio di risparmio fiscale, rafforzando l’attrattività della previdenza integrativa, strumento sempre più centrale per garantire un futuro pensionistico più sereno, soprattutto alla luce delle modifiche ai requisiti pensionistici pubblici.

Dal 2026, i lavoratori potranno dedurre dal reddito imponibile fino a 5.300 euro di contributi annui versati ai fondi pensione, contro il precedente limite di 5.164,57 euro fissato fino al 2025. La deducibilità fiscale significa che la somma destinata alla previdenza complementare non concorre alla formazione del reddito imponibile, riducendo così la base di calcolo dell’Irpef e conseguentemente l’importo delle tasse dovute.

Il vantaggio fiscale si può manifestare in due modalità a seconda delle modalità di versamento dei contributi:

  • Versamento tramite busta paga: il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, esclude i contributi deducibili dal reddito imponibile entro il limite previsto, riducendo immediatamente le ritenute fiscali e aumentando il netto mensile percepito dal lavoratore.
  • Versamento diretto al fondo pensione fuori busta paga: la deduzione fiscale viene recuperata in sede di dichiarazione dei redditi, con una riduzione delle imposte da versare o un eventuale rimborso.

Il trattamento fiscale agevolato non riguarda però il TFR versato mensilmente, che resta escluso dal conteggio della deducibilità.

Previdenza complementare: un’opportunità per tutelare il futuro pensionistico

L’innalzamento del limite di deducibilità rappresenta un incentivo importante sotto due aspetti fondamentali:

  • Riduzione immediata del carico fiscale, con un impatto positivo sul reddito netto disponibile;
  • Incremento della pensione integrativa, fondamentale in un contesto in cui la pensione pubblica rischia di non garantire più il medesimo tenore di vita.

La nuova soglia di 5.300 euro consente dunque ai lavoratori di aumentare i propri versamenti al fondo pensione, sfruttando al massimo il beneficio fiscale.

Questo intervento si inserisce in un quadro più ampio di riforme previste dalla Legge di Bilancio, che ha confermato e modulato gli adeguamenti dei requisiti pensionistici pubblici a partire dal 2027. In particolare:

  • Nel 2026 i requisiti pensionistici rimangono quelli del 2025 (67 anni di età e 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia; 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne per la pensione anticipata).
  • Nel 2027 è previsto un aumento graduale dei requisiti, con un incremento di un mese (67 anni e 1 mese di età, etc.), che salirà a tre mesi dal 2028.
  • Per i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose, e per i lavoratori precoci, l’adeguamento dei requisiti non si applica.
  • Per il personale delle Forze armate, polizia e vigili del fuoco, l’aumento scatterà un anno dopo rispetto agli altri lavoratori.

In questo contesto, la previdenza complementare si conferma uno strumento essenziale per colmare eventuali lacune del sistema pubblico.

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Il ruolo della previdenza complementare nel sistema pensionistico italiano- officinamagazine.it

La previdenza complementare costituisce il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano, affiancandosi al regime pubblico obbligatorio gestito dall’INPS e dalle Casse professionali. Essa si basa su fondi pensione che raccolgono i contributi volontari dei lavoratori, dei datori di lavoro e, per i dipendenti privati, anche del TFR maturando.

I fondi pensione investono queste risorse nei mercati finanziari con l’obiettivo di generare rendimenti che, grazie all’interesse composto, permettono di far crescere il montante accumulato nel tempo. L’aderente può scegliere liberamente l’importo e la frequenza dei versamenti, nonché la linea di gestione più adatta al proprio profilo di rischio (garantita, obbligazionaria, bilanciata o azionaria).

L’erogazione della prestazione integrativa può avvenire in varie forme:

  • Rendita vitalizia immediata o reversibile, che garantisce un flusso di reddito per tutta la vita;
  • Rendita certa temporanea o differita;
  • Erogazione in capitale fino al 50%, o in casi particolari fino al 100% del montante accumulato;
  • Rendita integrativa temporanea anticipata (R.I.T.A.), una forma di anticipo della pensione integrativa in caso di perdita del lavoro prima del pensionamento pubblico.

La previdenza complementare è aperta a tutti, non solo ai lavoratori dipendenti, ma anche a liberi professionisti, studenti e soggetti fiscalmente a carico, con possibilità di adesione individuale o collettiva.

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