Economia

ISEE 2026, un errore banale può costarti fino a 25.000€ e il carcere: controlla subito

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Con l’avvicinarsi della stagione di presentazione dell’ISEE 2026 cresce l’attenzione sulle modalità di compilazione e sulle conseguenze di eventuali errori.

Un errore banale nella compilazione può comportare multe fino a 25.000 euro e, nei casi più gravi, persino il carcere. Di seguito, un approfondimento aggiornato sulle procedure di correzione e sulle sanzioni previste dalle normative vigenti.

L’ISEE è lo strumento fondamentale per valutare la situazione economica del nucleo familiare e rappresenta il requisito indispensabile per accedere a numerosi bonus e agevolazioni statali. La dichiarazione viene effettuata tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), che deve contenere tutte le informazioni reddituali e patrimoniali complete e corrette.

ISEE 2026, un errore banale può costarti fino a 25.000€ e il carcere: controlla subito

Nonostante la piattaforma digitale dell’INPS sia dotata di sistemi sofisticati per individuare incongruenze o dati errati, è frequente che gli utenti commettano errori, anche involontari, nella compilazione della DSU. Questi errori, se non rettificati tempestivamente, possono comportare conseguenze gravi, soprattutto quando si richiedono bonus statali basati su un ISEE inaccurato.

ISEE errori che comportano sanzioni

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La legge prevede due principali modalità per correggere un ISEE compilato in modo errato:

  • Modello integrativo FC3: si tratta di un modulo specifico che consente di integrare o correggere le informazioni inizialmente omesse o imprecise. Il modello deve essere presentato entro 15 giorni dalla data della DSU originaria, comunicando direttamente all’Agenzia delle Entrate o all’INPS le informazioni mancanti.
  • Nuova DSU completa: in alternativa, è possibile compilare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica, corretta e completa, che sostituisce integralmente la versione precedente. Questa procedura è spesso preferita per garantire un ricalcolo accurato dell’ISEE.

Nel caso in cui si sia usufruito dell’assistenza di un CAF o di un professionista abilitato per la compilazione, la responsabilità degli errori non ricade su questi ultimi, a meno che non vi siano prove di dolo. Secondo la sentenza 700 del 10 giugno 2021 della Corte di Appello di Lecce, i CAF e i commercialisti si limitano a riportare i dati forniti dal contribuente, avvisandolo però dei rischi connessi a dichiarazioni incomplete o mendaci.

Gli articoli 75 e 76 del Testo Unico sulla Documentazione Amministrativa disciplinano le sanzioni per chi presenta un ISEE falso o incompleto. Le principali sanzioni sono:

  • Multe amministrative da 5.164 a 25.822 euro, con un limite massimo pari al triplo del valore dell’agevolazione percepita.
  • Pena detentiva da tre mesi a sei anni nel caso di bonus ottenuti fraudolentemente per un valore superiore a 3.999,96 euro.

Nel caso in cui il bonus sia già stato erogato sulla base di un ISEE errato, l’ente erogatore procede con la revoca dell’agevolazione, il recupero delle somme indebitamente percepite e l’avvio di eventuali azioni penali. Se l’importo percepito indebitamente supera i 3.999,96 euro, si rischia una reclusione da sei mesi a tre anni.

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