Il 2026 vede una serie di nuove regole e con questi trucchi legali sarà possibile abbassare l’ISEE. Ecco che cosa è importante sapere
Con l’entrata in vigore delle novità introdotte dalla Manovra di Bilancio 2026, cambiano le regole sul calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), con conseguenze importanti per le famiglie che intendono accedere a bonus e agevolazioni statali.
In particolare, alcune tipologie di beni patrimoniali non concorreranno più al computo dell’ISEE, consentendo così un abbassamento legale del valore dell’indicatore e, di conseguenza, l’ampliamento della platea dei beneficiari di sostegni economici.
Le novità sul calcolo dell’ISEE nel 2026
A partire dal 1° gennaio 2026, i Titoli di Stato come BOT, BTP, CCT e CTZ saranno esclusi dal calcolo del patrimonio mobiliare ai fini dell’ISEE. Questo significa che, pur dovendo essere dichiarati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), non incideranno più sull’ammontare dell’indicatore. Di fatto, un nucleo familiare con investimenti in Titoli di Stato da 30.000 a 50.000 euro potrà vedere l’ISEE ridursi fino a 1.500 euro, a seconda della situazione specifica.
Resta invece confermato che continuano a concorrere al calcolo dell’ISEE le azioni, i fondi comuni, gli ETF, le obbligazioni private e le polizze vita. L’adeguamento all’inflazione previsto per il 2026, inoltre, permetterà a diverse famiglie di accedere a incentivi prima non raggiungibili, come l’Assegno Unico e Universale, con la soglia ISEE massima fissata a 17.090 euro.
Altri incentivi legati all’ISEE includono il bonus nido, con soglie fino a 40.000 euro, e il bonus sociale energia e gas, con limiti ISEE fissati rispettivamente a 9.530 euro e 20.000 euro per famiglie con quattro o più figli a carico. Anche il Reddito di Inclusione potrà essere richiesto con un ISEE fino a 9.360 euro.
Semplificazioni e attenzione alla DSU
Dal 2023 è operativo il Portale unico ISEE dell’INPS, che raccoglie tutte le modalità di acquisizione dell’ISEE, sia precompilato che non, semplificando la presentazione della DSU. Il progetto “ISEE Precompilato”, parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), agevola l’utente nel fornire informazioni aggiornate e corrette.
Tuttavia, è fondamentale che la compilazione della DSU sia precisa: errori o omissioni possono comportare la perdita degli incentivi o l’applicazione di sanzioni. In ogni caso, la base per il calcolo dell’ISEE nel 2026 sarà costituita dai redditi del 2024 e dal patrimonio netto aumentato del 20%.
Si raccomanda pertanto di rivolgersi a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o a professionisti abilitati per un calcolo accurato, in modo da sfruttare al meglio le novità normative senza incorrere in problematiche.
Impatti sull’Assegno Unico e universale
L’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, misura chiave di sostegno alle famiglie, continua a essere erogato dall’INPS con importi modulati in base all’ISEE aggiornato. Dal 2025 gli importi sono stati rivalutati in ragione dell’incremento dell’indice FOI, adeguando il contributo al costo della vita.
Tra le maggiorazioni previste per il 2026 vi sono incrementi per nuclei con figli minori di un anno, famiglie numerose, genitori giovani e figli con disabilità. La misura si conferma universale, accessibile anche in assenza di ISEE o oltre la soglia di 45.939,56 euro, con importi minimi garantiti.
Per presentare domanda dell’Assegno Unico, i genitori possono utilizzare il Portale INPS o rivolgersi a CAF e patronati. È importante aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno di ogni anno per non perdere eventuali maggiorazioni e arretrati.
Le modifiche normative del 2026 sul calcolo dell’ISEE rappresentano un significativo passo avanti per il sostegno alle famiglie italiane, che potranno beneficiare di una maggiore accessibilità ai bonus e contributi sociali in un contesto economico ancora caratterizzato da sfide inflazionistiche e costi crescenti.
ISEE 2026: questi trucchi (legali) lo abbassano-officinamagazine.it






