Tecnologia

Il Mantello dell’Invisibilità di Harry Potter esiste davvero: questo materiale fa sparire oggetti e persone

mantello harry potter esisteFonte: YouTube - Il mantello di Harry Potter esiste - Officinamagazine.it

Dalle innovazioni canadesi di Quantum Stealth alle ricerche britanniche sul grafene, la scienza accelera verso materiali mimetici avanzati e nuove applicazioni civili e militari.

Il sogno di un vero mantello dell’invisibilità si avvicina a diventare realtà grazie a innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il campo dei materiali mimetici e delle superfici ottiche. Tra le novità più rilevanti spicca il Quantum Stealth, un materiale sviluppato dalla canadese HyperStealth Biotechnology Corporation, che promette di rendere invisibili oggetti e persone deviano la luce in modo estremamente sofisticato. Parallelamente, ricerche accademiche e iniziative industriali nel Regno Unito stanno portando avanti prototipi di indumenti mimetici termici, basati su strati di grafene, che sfidano i concetti tradizionali di invisibilità.

Quantum Stealth: il mantello che piega la luce

Il Quantum Stealth è un foglio lenticolare ultrasottile capace di deviare la luce in modo da nascondere completamente ciò che vi si trova dietro. Progettato inizialmente per applicazioni militari, questo materiale non solo oscura l’oggetto nello spettro visibile, ma si estende anche all’ultravioletto, all’infrarosso e all’infrarosso a onde corte, bloccando lo spettro termico. Grazie a queste caratteristiche, il Quantum Stealth è stato definito un vero e proprio “mantello dell’invisibilità” di banda larga.

Guy Cramer, CEO di HyperStealth, ha comunicato che il materiale è sottile come un foglio di carta, economico e già in fase avanzata di test per occultare veicoli militari, navi e anche interi edifici. I test sono stati completati e la società prevede che la tecnologia sarà disponibile sul mercato civile entro pochi mesi. Questa innovazione si basa su lenti lenticolari trasparenti sovrapposte che creano molteplici angoli di rifrazione, generando “punti morti” ottici che confondono l’occhio umano e le telecamere, comprese quelle termiche.

Il potenziale militare è evidente, ma Cramer ha espresso preoccupazioni riguardo all’uso improprio della tecnologia, sottolineando la necessità di un controllo rigoroso per evitare impieghi criminali o da parte di potenze ostili.

Parallelamente agli sviluppi canadesi, la britannica Vollebak, in collaborazione con il professor Coskun Kocabas dell’Università di Manchester, ha creato un prototipo di giacca termica mimetica che rappresenta un ulteriore passo verso l’invisibilità. Basata su un rivestimento multistrato di grafene, la giacca sfrutta un sistema di controllo elettronico che modula la densità di elettroni e la radiazione termica emessa da ciascuno dei quarantadue pannelli di grafene applicati sulla superficie.

strategia invisibilità

Nuova strategia di mimetica militare- Oficinamagazine.it

Questi pannelli agiscono come “pixel” in grado di ingannare le telecamere a infrarossi, modificando dinamicamente la percezione termica dell’indumento senza alterarne la temperatura reale. Il progetto, iniziato nel 2019, è ancora in fase sperimentale e necessita di ulteriori sviluppi per la miniaturizzazione dei pannelli e l’integrazione hardware, ma rappresenta un’innovazione significativa nel campo della mimetizzazione termica.

Steve Tidball, cofondatore di Vollebak, ha spiegato che, nonostante l’aspetto ancora “artigianale” del prototipo, la tecnologia potrebbe evolvere entro 5-10 anni verso un prodotto commercializzabile. Tuttavia, alcuni esperti come il fisico Andrea Alù e il ricercatore Mario Pelaez-Fernandez hanno espresso scetticismo circa la capacità di questi materiali di offrire una invisibilità completa, sottolineando che al momento si tratta più di giacche mimetiche avanzate che di mantelli dell’invisibilità veri e propri.

Da un punto di vista accademico, la sfida principale rimane quella di realizzare materiali capaci di manipolare la luce e le radiazioni su più lunghezze d’onda simultaneamente, superando i limiti imposti dalle leggi fisiche tradizionali. Nel 2024, un team guidato da Xingije Ni presso l’Università della California ha pubblicato uno studio che descrive un metamateriale ultrasottile in grado di rendere invisibili piccoli oggetti, anche con forme complesse come bordi e punte, fino a dimensioni microscopiche (circa 36×36 micrometri).

Questo metamateriale si basa su una meta-superficie riflettente capace di deviare la luce lontano dall’oggetto, fornendo un riflesso simile a uno specchio piano e creando così un effetto di invisibilità. A differenza dei prototipi precedenti, questo materiale è leggero e potenzialmente trasportabile, aprendo nuove prospettive per applicazioni future nel campo dell’ottica e della mimetizzazione.

L’insieme di questi progressi tecnologici testimonia come il concetto di invisibilità stia rapidamente passando dal regno della fantascienza a quello della realtà tecnologica. HyperStealth con il suo Quantum Stealth e Vollebak con la sua giacca termica a base di grafene rappresentano due approcci complementari che puntano a rivoluzionare sia il mercato militare che quello civile.

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