Dal 2026 scattano nuove procedure digitali per esercenti: obbligo di collegamento tra registratori e POS, controlli incrociati e sanzioni fino a 4.000 euro
Con l’avvio del nuovo anno, il fisco italiano introduce regole stringenti per il settore dei pagamenti elettronici e della tracciabilità fiscale.
Una delle novità più rilevanti riguarda il collegamento digitale obbligatorio tra i registratori di cassa telematici e i terminali POS, una misura pensata per contrastare efficacemente l’evasione fiscale e garantire la massima trasparenza nelle transazioni commerciali.
Dal 2026 il collegamento digitale tra registratori di cassa e POS diventa obbligatorio
A partire da marzo 2026, tutti gli esercenti saranno chiamati a effettuare l’associazione telematica tra la matricola del proprio registratore di cassa e i codici identificativi di tutti i POS utilizzati. Questa operazione, che si svolgerà attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, non richiede l’acquisto di nuovi dispositivi né modifiche hardware, ma si basa su una connessione digitale che permetterà al fisco di monitorare in tempo reale la corrispondenza tra pagamenti elettronici e scontrini fiscali emessi.

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Chi possiede già un POS attivo al 31 gennaio 2026 avrà a disposizione 45 giorni dalla messa in funzione della piattaforma per completare l’associazione, con una scadenza quindi fissata a metà aprile 2026. Le nuove attività o coloro che attiveranno un POS dopo tale data dovranno effettuare il collegamento entro il sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione del dispositivo.
Questa riforma digitale rappresenta un salto di qualità nel sistema di controllo fiscale, consentendo un confronto immediato e automatico tra i dati delle transazioni e le dichiarazioni degli esercenti.
L’Agenzia delle Entrate, grazie a questo nuovo sistema, potrà ridurre le ispezioni tradizionali, ma aumenterà significativamente la capacità di effettuare controlli incrociati sui dati trasmessi.
In caso di anomalie nella corrispondenza tra pagamenti elettronici e scontrini, l’ente fiscale invierà una lettera di compliance per invitare l’esercente a regolarizzare la propria posizione, offrendo una prima opportunità di correzione prima di procedere con eventuali sanzioni.
Le multe previste sono tutt’altro che simboliche e possono raggiungere importi rilevanti:
– 100 euro di sanzione per ogni trasmissione mancante o errata del collegamento dati;
– fino a 4.000 euro in caso di mancata installazione del registratore telematico o di mancato collegamento del dispositivo POS, equiparando la violazione alla mancata emissione dello scontrino.
Queste misure sottolineano la determinazione del legislatore nel voler assicurare una tracciabilità completa di ogni pagamento digitale, chiudendo le porte a possibili falle o zone grigie nel sistema fiscale.
La digitalizzazione delle procedure di controllo fiscale porterà senza dubbio a una maggiore trasparenza e a un controllo più puntuale dei flussi finanziari, con benefici evidenti per la lotta all’evasione. Tuttavia, per gli operatori commerciali sarà fondamentale conoscere e rispettare le nuove scadenze e modalità di collegamento per evitare interruzioni dell’attività o pesanti sanzioni.
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