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“Fermati i bonifici”: novità Legge 104, cosa sta succedendo

Il rimborso del modello 730 si verifica quando, a seguito del calcolo delle imposte, emerge un credito IRPEF per il contribuente.Le dinamiche del rimborso 730 e il ruolo di Poste Italiane (www.officinamagazine.it)

In queste settimane, molti contribuenti italiani stanno vivendo una sorpresa riguardo all’emissione di alcuni pagamenti.

Questa modalità, pur insolita per chi si aspettava il bonifico diretto, è perfettamente regolare e fa parte delle procedure adottate dall’Agenzia delle Entrate.

Il rimborso del modello 730, anche per coloro che hanno la Legge 104, si verifica quando, a seguito del calcolo delle imposte, emerge un credito IRPEF per il contribuente. Questo può accadere nel caso in cui le detrazioni fiscali spettanti — quali spese sanitarie, mutuo, affitto o carichi familiari — superino l’imposta dovuta. La modalità di erogazione del rimborso dipende dalla presenza o meno di un sostituto d’imposta:

  • Per i lavoratori dipendenti, il rimborso viene effettuato dal datore di lavoro e accreditato in busta paga.
  • Per chi percepisce indennità di disoccupazione NASpI o DIS-COLL, l’INPS esegue il rimborso insieme all’indennità.
  • Se non è indicato alcun sostituto d’imposta, l’Agenzia delle Entrate gestisce direttamente il pagamento.

Quando è l’Agenzia a occuparsi del rimborso, esistono due modalità di pagamento: l’accredito sul conto corrente bancario o postale, a condizione che il contribuente abbia fornito un IBAN valido, oppure l’emissione di un assegno vidimato da Poste Italiane in assenza di coordinate bancarie.

Proprio in questi giorni, molte segnalazioni confermano che l’assegno vidimato rappresenta la soluzione adottata per garantire la tempestività del rimborso anche a chi non ha fornito o ha indicato coordinate IBAN non valide.

Come incassare l’assegno vidimato di Poste Italiane

L’assegno emesso dall’Agenzia delle Entrate, con la vidimazione ufficiale di Poste Italiane, ha validità di 60 giorni dalla data di emissione. Il beneficiario può incassarlo in due modi:

  • Versandolo sul proprio conto corrente bancario o postale;
  • Ritirandolo in contanti presso qualsiasi ufficio postale.

Questa procedura, seppur meno immediata rispetto al bonifico, è sicura e garantisce il diritto al rimborso senza alcuna perdita di importo.

Un aspetto interessante riguarda il fatto che alcuni contribuenti ricevano l’assegno anche dopo aver comunicato l’IBAN. Le motivazioni possono essere molteplici:

  • Coordinata bancaria o postale non valida o non correttamente associata al codice fiscale;
  • Invio tardivo dell’IBAN rispetto ai tempi di lavorazione della dichiarazione;
  • Verifiche e controlli in corso che bloccano temporaneamente l’accredito automatico.

In questi casi, l’Agenzia delle Entrate preferisce procedere con l’emissione dell’assegno vidimato per evitare ritardi ulteriori nei pagamenti.

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Poste Italiane: un partner strategico per la gestione dei rimborsi fiscali- Officinamagazine.it

L’emissione e la gestione degli assegni vidimati sono affidate a Poste Italiane, che continua a svolgere un ruolo cruciale nel sistema dei servizi pubblici italiani. Con oltre 12.700 uffici postali distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale e una rete di 121.000 dipendenti, Poste Italiane garantisce una presenza affidabile e accessibile per tutti i cittadini.

Negli ultimi mesi, Poste Italiane ha consolidato la propria posizione non solo nel settore della corrispondenza e dei pacchi, ma anche nei servizi finanziari e nei sistemi di pagamento. Nel novembre 2025, l’azienda ha acquisito una partecipazione del 49% in PagoPA S.p.A., rafforzando ulteriormente il suo ruolo nel sistema di pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione.

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